Gemme di alberi dalle profonde radici.

Siamo un gruppo di docenti di Lettere della Scuola Primaria, Secondaria di Primo e Secondo grado provenienti da regioni, città e scuole diverse.

Ci accomunano la passione per l’insegnamento, la voglia di metterci in gioco ed il desiderio di fare dei nostri studenti scrittori competenti e “lettori a vita”.

Schermata 2017-10-09 alle 16.35.46Seguendo strade anche molto diverse, tutti noi, ad un certo punto del nostro cammino professionale, siamo arrivati alle medesime riflessioni: nella scuola italiana il tempo dedicato alla scrittura e alla lettura è sempre troppo poco e viziato da consegne quasi sempre astratte (il tema) che nulla hanno a che fare con il processo di scrittura autentico; la valutazione è incentrata principalmente sul prodotto e non sul processo; gli studenti hanno scarsissime possibilità di scelta e non sono realmente registi del proprio percorso di crescita.

Ciascuno di noi ha quindi sentito l’esigenza di ricercare e sperimentare nuove vie che portassero gli alunni a crescere davvero come lettori e scrittori.

Durante il procedere della nostra autoformazione abbiamo avuto la fortuna di conoscere Jenny Poletti Riz, un’insegnante che ormai da anni applica il metodo del Writing and Reading workshop anche in Italia. Dall’incontro con il suo blog (www.scuolaaumentata.it) o da esperienze di formazione guidate da lei è scaturita la voglia di tenerci in contatto e di iniziare un’esperienza di cooperative teaching. Attraverso di lei abbiamo sperimentato un altro incontro che ha cambiato molte delle nostre vite professionali: quello con Nancie Atwell e con il suo libro “In the middle”. Da qui siamo ripartiti per riscoprire la centralità della scrittura e della lettura nella pratica scolastica quotidiana e per studiare e mettere in atto  nuove strategie didattiche per far emergere la voce dei nostri studenti.

Da più di un anno cresciamo insieme, sfruttando le potenzialità che offre la rete. Ci confrontiamo sia all’interno del gruppo FacebookItalian Writing Teachers” sia in un salotto più ristretto. Qui ci aggiorniamo a vicenda, ci consultiamo, lavoriamo su strategie didattiche e progetti più ampi, mentre le nostre classi diventano officine di scrittura e lettura basate proprio sul Writing and Reading Workshop.

Le origini del metodo

Le radici del progetto sono da ricercare nella rivoluzione originata da Donald Murray (Teaching writing as a process, not product) nel 1972 e da Donald Graves (Childrens want to write) negli anni ’80.  A raccoglierne i frutti è attualmente il “Teachers College Reading and Writing Project” fondato e diretto da Lucy Calkins, docente di Letteratura per ragazzi presso la Columbia University.

Nonostante il suo sviluppo all’interno di un ambiente accademico, possiamo definire il progetto come una fucina di pensiero e una comunità di pratica costantemente in dialogo con il mondo della scuola, così da essere in linea con le sue necessità, il suo evolversi ed il suo trasformarsi all’interno di una società sempre più  liquida e complessa.

In questo momento, tra i vari insegnanti che applicano il metodo, una delle personalità più in vista è proprio Nancie Atwell, vincitrice del Global Teachers Prize nel 2015.

Le sue strategie didattiche, consacrate da un centro per l’insegnamento e l’apprendimento che ha fondato nel 1990 nel Maine, si basano sulla scrittura e sulla lettura in classe. I suoi ragazzi leggono almeno quaranta libri l’anno, scegliendoli da una biblioteca di classe costantemente aggiornata, ed il suo approccio alla scrittura – incentrato su minilesson, consulenze individuali, tempo costante per la pratica autonoma e condivisione in gruppo – le permette di accompagnare ciascuno studente nel proprio percorso alla scoperta della scrittura come chiave per conoscere il mondo, riconoscersi in esso e per trovare ed esprimere la propria voce.

Il metodo e la realtà italiana: le Indicazioni Nazionali per il Curricolo

Il Writing and Reading Workshop è pienamente in linea con le Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo d’istruzione che valorizzano una didattica per competenze in cui “lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora” (Indicazioni nazionali, pag.7).

Le Indicazioni inoltre ricordano che “nel processo di apprendimento l’alunno porta una grande ricchezza di esperienze e conoscenze acquisite fuori dalla scuola e attraverso i diversi media oggi disponibili a tutti, mette in gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a quello che va imparando” (Indicazioni nazionali, pag. 27).

Il metodo del Writing and Reading Workshop si armonizza con tali indicazioni, ponendo lo studente al centro del processo educativo: attraverso la didattica laboratoriale il docente segue ogni alunno nel suo personale percorso di crescita e lo accompagna nello sviluppo dell’abitudine alla riflessione metacognitiva.

A proposito dello sviluppo delle competenze di scrittura, le Indicazioni nazionali pongono in evidenza che “il percorso di apprendimento della scrittura richiede tempi distesi, diversificazione delle attività didattiche e interdisciplinarità” e ovviamente che “al termine della scuola secondaria di primo grado l’allievo dovrebbe essere in grado di produrre testi di diversa tipologia e forma coesi e coerenti, adeguati all’intenzione comunicativa e al destinatario, curati anche negli aspetti formali” (Ibidem, pag. 31). Nel Writing and Reading Workshop docente e allievi, dedicando ampio spazio alla scrittura, danno vita ad una comunità di scrittori che sperimenta generi e tecniche differenti e cresce grazie ai numerosi feedback che accompagnano tutto il processo e non giungono solo alla fine, come solitamente avviene nella didattica tradizionale (spesso sotto forma di voto numerico). Apposite rubric consentono di monitorare il processo proprio per osservare la competenza di scrittura nell’atto del suo costruirsi.

Per quanto riguarda la lettura, le Indicazioni ricordano che “a scuola si apprende la strumentalità del leggere e si attivano i numerosi processi cognitivi necessari alla comprensione. La lettura va costantemente praticata su un’ampia gamma di testi appartenenti ai vari tipi e forme testuali (da testi continui a moduli, orari, grafici, mappe ecc.) per scopi diversi e con strategie funzionali al compito, senza mai tralasciare la pratica della lettura personale e dell’ascolto di testi letti dall’insegnante realizzata abitualmente senza alcuna finalizzazione, al solo scopo di alimentare il piacere di leggere” (Ibidem, pag. 31). Lo spazio che all’interno del Workshop viene dedicato alla lettura rispetta pienamente le Indicazioni nazionali, garantendo agli studenti tempo per la lettura, libertà di scelta e acquisizione di strategie per lo sviluppo del piacere della lettura e per la comprensione del testo, anche attraverso la connessione di questo alla propria esperienza individuale. Non solo: lo stimolo a riflettere, interpretare, esporre ad altri il proprio punto di vista, presentare libri ritenuti interessanti sono tutte attività che mirano a sviluppare altre competenze disciplinari e trasversali mirate alla comunicazione nella lingua madre.

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